02/07/2011

olio motore....

L’olio motore principalmente deve svolgere 2 funzioni basilari: raffreddare e lubrificare.
L’olio, che di per sé è un lubrificante, ha infatti anche l’importantissimo compito di raffreddare quelle parti del motore che non sono direttamente a contatto con il circuito di raffreddamento principale (come ad esempio i pistoni) e, nei modelli più datati (quelli definiti a raffreddamento misto “aria/olio”), ha una vera e propria funzione di “liquido di raffreddamento”.

Il nostro caro (e spesso costoso) olio ha infatti il compito di far galleggiare i vari componenti creando una patina viscosa tra le superfici di contatto.

L’olio ha poi una funzione protettiva (ruggine e ossidazione) e detergente (pulizia delle morchie e dai residui).

L’olio è composto da 2 elementi: BASE ed ADDITIVI
La base è quella più “sponsorizzata” e può essere minerale, sintetica o semisintetica.

Minerale -> ricavata direttamente dalla raffinazione del petrolio grezzo o da sostanze presenti in natura.
Sintetica -> ricavata totalmente da molecole costruite in laboratorio.
Semisintetica -> ricavata dal miscuglio delle due di prima. (la normativa vigente garantisce che per definire un olio “semisintetico” la parte sintetica deve essere almeno il 25% del totale, prima ne bastavano poche gocce).
Gli additivi sono meno conosciuti e vengono presentati al pubblico come “accessori” dell’olio, in realtà un olio che non abbia nessun additivo, ci farebbe grippare dopo pochi metri
(i primi additivi risalgono agli anni ‘30). Alcuni di essi hanno potere antiossidante, detergente, antiusura, antischiuma, magnetico, multigrado…ecc.

Ora giochiamo un po’ con i numeri.
La numerologia dell’olio prevede principalmente due sigle SAE ed API.

SAE
La specifica SAE (Society of Automotive Engineers) è sinonimo di temperatura e viscosità (da non confondere con la densità, che è una cosa molto diversa).
L’ideale è un olio che sia poco viscoso a freddo per lubrificare ( e quindi scorrere) velocemente il motore in accensione, ma anche abbastanza viscoso a caldo per garantire una adeguata lubrificazione / galleggiamento (restare attaccato alle superfici ).
La sigla è composta da 2 numeri separati dalla lettera W.
I numeri indicano appunto la viscosità 5-10-20 ecc. , un olio 5 è meno viscoso di un olio 20 quindi scorre meglio ma lubrifica / protegge peggio…ok?

….facciamo un esempio:

Olio con sigla 5W 50 che vuol dire???? Serve lo spelling!!!
5 -> prendiamo l’olio, lo mettiamo a – 18° e misuriamo la viscosità, in questo caso 5, quindi è un olio che scorre bene a temperature molto basse (unità di misura è il centipoises).
W -> vuol dire Winter (si, proprio inverno) e sta ad indicare che il numero che sta prima indica la viscosità a freddo (in questo caso il 5).
50 -> prendiamo l’olio, lo mettiamo a + 100° e misuriamo la viscosità, risultato 50, quindi è un olio che scorre male a caldo (ma questo ci interessa poco) ma protegge molto bene (questo ci interessa decisamente di più). (l’unità di misura è il centistoke ).
Avrete notato che l’unità di misura tra le due temperature è cambiata….perchè?
Perché l’olio ha la tendenza a diventare più fluido con l’aumentare della temperatura e quindi non è stato ritenuto conveniente utilizzare la stessa unità.
Rimane invariata la regola che vuole una viscosità superiore all’aumentare del numero.
In pratica non è possibile fare un confronto diretto tra il 5 a freddo ed il 50 a caldo quindi mettiamoci bene in mente che un olio 30W 30 non scorre allo stesso modo a -18° e a + 100°…ok?

Bene andiamo avanti.
Torniamo al nostro motore lanciato a cannone, se ha scelto un olio 10W 50 dovrebbe stare tranquillo sulla lubrificazione corretta giusto?

Sbagliato!
Perché? Perché la gradazione SAE ha effettuato la misurazione a +100° ma i moderni motori ad alte prestazioni portano l’olio a temperature superiori ai 150° (circa il 50% in più!!!).
E qui ho scoperto l’esistenza dell’ API.
La classificazione API (American Petroleum Institute) indica la qualità intrinseca dell’olio e si esprime in lettere, S per i benzina e C per i diesel seguiti da un’altra lettera che indica la qualità (SA - SB - SC.......SH - SJ ..ecc.).
In pratica prendono l’olio e lo massacrano, lo tritano, lo friggono, lo centrifugano e lo torturano.
Poi vedono dopo il ciclo quanto “buono” è rimasto il povero olio e gli assegnano la seconda lettera.
Un olio SH ha resistito molto meglio e ha mantenuto inalterate le sue qualità in maniera superiore rispetto ad un SB.
Per le moto moderne si consiglia “almeno” un SH (salvo diverse specifiche della casa).
Questo ci spiega perché due oli con uguale SAE hanno magari prezzi molto differenti.
Se sullo scaffale del supermercato troviamo due oli con uguale SAE e uguale API sappiamo che l’eventuale differenza di prezzo è solo un problema di “marchio”.

Adesso per aiutarvi a scegliere segue la tabella SAE con i valori di viscosità relativi ad ogni sigla: le viscosità alle basse temperature sono misurate in centi-poise, cioè g/(100*cm*sec), e rappresentano una viscosità dinamica.

SIGLA VISCOSITA' DINAMICA

0W 3250 (a -30°C)
5W 3500 (a -25°C)
10W 3500 (a -20°C)
15W 3500 (a -15°C)
20W 4500 (a -10°C)
25W 6000 (a -5°C)

Le viscosità a 100°C invece sono misurate in centi-stokes, cioè cm^2/(100*sec), e rappresentano una viscosità cinematica.

SIGLA VISCOSITA' CINEMATICA

20 9.3
30 12.5
40 16.3
50 21.9

Se l'olio viene derivato dal petrolio greggio raffinato, si parla di olio minerale; invece nel caso in cui derivi da un processo chimico di sintesi, allora si tratta di olio sintetico. Quelli semisintetici o a base sintetica sono semplicemente una miscela di oli minerali e sintetici. Gli oli sintetici si consumano molto meno di quelli minerali, proteggono meglio il motore alle alte temperature e garantiscono un migliore avviamento a freddo. Inoltre alle alte temperature non si scompongono, e quindi non lasciano residui. Tuttavia restano da considerare i residui di carburante che a lungo andare "sporcano" inevitabilmente l'olio, a prescindere dal tipo.

14/11/2010

CITAZIONE GANDHI

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LA VITA QUOTIDIANA

Un novizio chiese al maestro quale fosse la via per giungere alla liberazione.

<La vita quotidiana è la via!> rispose il maestro.

Allora il novizio cominciò a chiedergli come poteva studiare questa via, ma il maestro rispose che non poteva essere studiata e che nemmeno non studiandola poteva acoorgersi di quale fosse la via.

<Devi raggiungere la stessa libertà di pensiero del cielo; di esso non dici che sia buono o non buono. Così anche la via ti verrà svelata non perchè tu l'abbia studiata e nemmeno perchè tu non l'abbia studiata>

A quelle parole il novizio venne illuminato.

07/11/2010

IL MONACO, L'UNITA' DEGLI OPPOSTI

"Devi comprendere l'unità degli opposti. Devi essere mobile e statico insieme. Difensivo mentre sei offensivo...
...Non è questione di ira, è questione di pace. Non è questione di forza, è questione di grazia. Non si tratta di conoscere il tuo nemico, si tratta di conoscere se stessi.
...L'aria, tu non la vedi, ma riempie i tuoi polmoni. E' tangibile come il sangue o la carne, le ossa, la terra, l'acqua. Una volta compresa questa verità, tratterai l'aria allo stesso modo. Ci camminerai su, come se fosse roccia. Ci nuoterai dentro, come se fosse un mare. Hai solo una cosa da fare: devi crederci."
"Credere a cosa? Che la forza di gravità in realtà non esiste?"
"Se crederai intensamente che essa non esiste, non esisterà."

28/10/2010

DEFINIZIONE DI "MALE"

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